studio-pellicano

Approfondimenti


RISPOSTE AL TELEFISCO 31 GENNAIO 2018

 

Nel consueto appuntamento annuale, l’Agenzia delle Entrate ha risposto alle domande della stampa specializzata in occasione del consueto appuntamento con Telefisco.

Facciamo una panoramica degli  aspetti ritenuti più rilevanti, una delle domande poste dagli esperti riguarda i contribuenti in contabilità semplificata che hanno optato per la determinazione del reddito con il metodo della registrazione Iva.

L’esempio posto all’attenzione dell’Agenzia concerne il caso di una fattura di acquisto datata 2017, ricevuta nel 2017, che, come noto, in forza dei chiarimenti forniti con la circolare AdE 1/E/2018 può essere contabilizzata in un apposito sezionale entro il 30.04.2018 e portata in detrazione nella dichiarazione annuale Iva per l’anno 2017: in questa ipotesi, il costo può ritenersi deducibile nel 2018, essendo stata la fattura contabilizzata nel 2018, oppure, tenendo conto che l’Iva confluirà nella dichiarazione 2017, anche il costo dovrà ritenersi deducibile nel 2017?

Sul punto l’Agenzia delle Entrate ha espressamente chiarito che il costo potrà essere dedotto nel 2018, in quanto si presume che il pagamento sia avvenuto lo stesso giorno della data di registrazione.

 

A seguire dobbiamo poi segnalare la preclusione alla possibilità di presentare la dichiarazione integrativa a favore “a catena”.

Come noto, infatti, a seguito delle novità introdotte con il D.L. 193/2016 anche le dichiarazioni integrative a favore possono essere presentate entro i termini per l’accertamento; tuttavia, se la dichiarazione integrativa è trasmessa oltre i termini di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, il o il maggior credito emergente può essere utilizzato soltanto per eseguire il versamento dei debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa.

Come potrebbe il contribuente guadagnare tempo e compensare prima dell’anno successivo?  La risposta sembrerebbe semplice: presentando le dichiarazioni integrative a favore relative a tutte le annualità, da quella nella quale è stato commesso l’errore a quella relativa al periodo d’imposta precedente.

Ebbene, l’Agenzia delle Entrate ha escluso questa possibilità, ritenendo che il richiamato procedimento non sia conforme alle nuove regole.

 

Da ultimo, viene chiesto all’Agenzia delle Entrate di pronunciarsi sulla retroattività delle novità in materia di imposta di registro.

Come noto, infatti, la legge di Bilancio ha modificato l’articolo 20 T.U.R. prevedendo che, ai fini della suddetta imposta, l’attività interpretativa degli uffici deve essere circoscritta al singolo atto portato alla registrazione, prescindendo da elementi interpretativi esterni all’atto stesso (ad esempio, i comportamenti assunti dalle parti), nonché dalle disposizioni contenute in altri negozi giuridici “collegati” con quello da registrare.

L’Agenzia delle Entrate, escludendo la qualificazione della disposizione come norma di interpretazione autentica, ha ritenuto di dover limitare l’applicazione della nuova disposizione alle attività di liquidazione effettuate dagli uffici a decorrere dal 1° gennaio 2018, escludendo quindi l’applicabilità delle disposizioni agli avvisi di accertamento emanati prima della suddetta data.